giovedì 25 dicembre 2008

Mappa consultori, cultura e mov. per la vita a Milano

MILANO NO VAT! consultori/cultura/mov.per la vita
consultori laici/pubblici/privati, sede del movimento per la vita, associazioni omo/lesbo/trans...,
librerie/negozi



Visualizzazione ingrandita della mappa

Mappa ospedali della Lombardia e ivg

MILANO NO VAT! ospedali e ivg
ospedali n° obiettori, sedi del mov.per la vita, se fanno IVG, se sperimentano RU486, se donnne in ivg nello stesso reparto/stanza di donne che devono partorire...


Visualizzazione ingrandita della mappa

sabato 28 giugno 2008

Da Milano a Bologna per un 28 giugno de/genere


A ciascuno i suoi sessi!
more info : Bologna - Per un Glbtq Pride de-genere!

Dopo l’appuntamento di Milano saremo al pride nazionale di Bologna del 28 giugno, nello spezzone queering bo.

Corpi desideranti e de-generi, etero-different* e autodeterminat*, orgogliosi di essere tutt* divers*, aNormabil*, inappropriat*, non innocent* e miscredenti perchè liber* di scegliere liber* di vivere di desiderare e di godere. Soggettività fluide sempre in trasformazione vogliamo sfuggire alla normazione che vorrebbero imporci per controllare i nostri corpi e le nostre menti, tracciando linee e schemi di sesso, genere, razza, età, religione, abitudini, scelte di vita...

Siamo e vogliamo essere una sfida per chi vorrebbe retoricamente dipingere la realtà come fatta di famiglie "mulino bianco", e con questo togliere a noi diritti. Vogliamo smascherare e distruggere il clima di paura e intolleranza costruito nelle nostre città con i pacchetti sicurezza e la logica dell’emergenza.

Tutto questo non ci appartiene, nella gioia di vivere siamo consapevoli che le differenze sono ricchezze e mai qualcosa per cui avere paura l’un l’altro, consapevoli che la soluzione non sta certamente nell’espulsione di una sexworker (come se poi questo fosse un’attributo della persona e non un lavoro) o di un rom, che quello che rende le nostre città “più sicure” può essere solo la sicurezza dei diritti e la possibilità di autodeterminare le nostre vite e i nostri corpi.


Nelle nostre città vogliamo invece che vengano attivati corsi di educazione sessuale per combattere il deserto di informazioni che fa credere al 30% delle giovani ragazze che una lavanda con la coca-cola sia un buon metodo contraccettivo.

Questo è frutto prima di tutto dei continui tagli ai consultori e alle strutture pubbliche per finanziare invece quelle private-cattoliche, e di una precisa volontà di negare l’informazione fin dalle scuole su tutto ciò che riguarda il corpo, la sessualità, la contraccezione che viene trattata come un tabù, come un ulteriore meccanismo di controllo: senza consapevolezza non si può essere liber* di scegliere.


Ci vorrebbero dipingere come assassine quando decidiamo sul nostro corpo interropendo una gravidanza, ci vorrebbero a casa, ci vorrebbero sottomess*, impaurit*, disinformat*, ci vorrebbero come nel medioevo, ma non chiediamo il permesso a nessuno per essere liber*, per desiderare, per vivere, per amare chi vogliamo, per essere chi e come vogliamo, per poter giocare e provocare con le nostre identità, senza esitare a trasformarci, travestirci, cambiare e cambiarci a seconda delle situazioni!


Free.every.body | Cs Cantiere


Leggi l’appello di Guai a chi ci tocca

Leggi l’appello di Queering bo

sabato 7 giugno 2008

Christopher street day a Milano - Liber* di scegliere, liber* di vivere!!


Sabato 7 giugno 2008 ore 17.oo in Palestro!

Nessun controllo su corpi e menti, fuori i fondamentalisti dalle nostre città


Ci appelliamo a tutte e tutti, lesbiche, gay, etero, trans, queer, sposati, drag queen, single, madri, figle/i, conviventi, bambine/i, adulte/i, studenti/esse, migranti, lavoratori/lavoratrici, precarie/i della metropoli per partecipare al gay pride.

In una festa provocatoria attraverseremo la città per squarciare il velo di chi vorrebbe strumentalmente dipingerci come identità fisse e date nel tentativo di controllare i nostri corpi e le nostre menti.

Consapevoli di essere soggettività fluide sempre in trasformazione, siamo e vogliamo essere una sfida per chi crede che la realtà sia fatta di famiglie "mulino bianco" e per questo si sentirebbe autorizzato a togliere a noi diritti.

Con chi troppo spesso è bersaglio di discriminazioni, le battaglie per l’accesso ai diritti, in un paese che nega persino una forma minima di tutela come le unioni civili, ma soprattutto solidali verso noi stessi e verso la società che andiamo a costruire, in cui non vogliamo lasciare spazio alla creazione ed all’uso strumentale del capro espiatorio di turno e alla creazione di cittadinanze di serie b per alcuni, sappiamo che significherebbe lasciare spazio a sacche di esclusione dai diritti per tutt*, dunque anche per noi stessi.

Determinat* a difendere il territorio minimo di autodeterminazione che è il nostro corpo dagli attacchi dei fondamentalisti del controllo e della morale.

Sulla libertà e sul controllo dei nostri corpi nessuna strumentalizzazione può riuscire, come nessuna retorica può cancellare il dato del continuo aumento dei medici obiettori (Lombardia 70%) o farci credere che sia meno precario l’accesso a servizi e diritti, dall’aborto, alla pillola del giorno dopo, passando per le politiche di continuità di reddito che dovrebbero davvero sostenere la maternità.

Nelle città-laboratorio in cui già si sperimentano corsi "contro il divorzio", odiose graduatorie come quelle per l’accesso agli asili nido in cui sono messi agli ultimi posti figli di coppie conviventi ma non sposate, di ragazze madri o di coppie separate, in cui avvengono aggressioni razziste frutto di un clima di paura e intolleranza diffuso dai pacchetti sicurezza e dalla logica dell’emergenza, vogliamo che vengano attivati invece corsi di educazione sessuale e sportelli informativi per combattere il deserto di informazioni che fa credere al 30% delle giovani ragazze che una lavanda con la coca-cola sia un buon metodo contraccettivo, sappiamo che questo è frutto prima di tutto dei continui tagli ai consultori e alle strutture pubbliche per finanziare invece quelle private-cattoliche.

Liber* da ogni morale, superstizione, religione, proibizionismo o credenza che ci vorrebbe a casa, ci vorrebbe sottomess*, ci vorrebbe impaurit*, ci vorrebbe disinformat*, ci vorrebbe come nel medioevo, per sottrarre a noi diritti e imporci controllo rispetto a quelli che sono i nostri sogni e bisogni, vicini a tutte le associazioni, lesbiche, gay, trans, saremo nel gay pride e invitiamo tutte e tutti a partecipare.

Free.every.body | Cs Cantiere



more info : globalproject.info

Stop murder music! Tutti al pride!


7 giugno 2008 ore 17.00 in Palestro
Christopher Street Day!!

Siamo studenti, precari, disoccupati amanti della musica reggae.
Da più o meno tempo abbaimo costruito crew e sound systems, perchè appassionati oltre che dalle good vibrations anche dai messaggi di uguaglianza, libertà e dignità che il reggae porta da sempre con sè.
Fin dall’inizio infatti il Reggae è stato caratterizzato da tematiche di protesta nei confronti delle discriminazioni e delle ingiustizie sociali.
Molti degli artisti reggae sono sempre stati musicisti attivi e socialmente coscienti, che hanno usato la loro musica come veicolo per un messaggio chiaro e diretto. Purtroppo negli ultimi anni molti artisti, tra i più famosi, hanno iniziato ad associare a questo genere immagini di violenza e razzismo, con canzoni che inneggiano a discriminazioni sessiste e omofobe.
Siamo anche tristemente consapevoli che molti all’interno del popolo reggae non conoscono i messaggi xenofobi e razzisti che troppo spesso vengono diffusi nelle dancehall, e che magari inconsapevolemente ballano sulle parole "ammazza tutti i chichiman (gay)".
Vogliamo in prima persona impegnarci a boicottare tutti quegli artisti che diffondono pericolosi messaggi di ignoranza, razzismo, e omofobia, prima di tutto non suonando i loro pezzi nelle nostre dancehall, e soprattutto cercare di diffondere consapevolezza tra chi li ascolta.
Invitiamo anche tutti gli amanti del reggae a partecipare al gay pride del 7 giugno in cui faremo un camion di conscious reggae contro il razzismo!


Zizzapawa posse (mi) >>> myspace.com/zizzapawaposse
Yea Sound (mi) >>> myspace.com/yeasound
Coolnaman (mi) >>> myspace.com/coolnaman
Rootical Foundation (mi) >>> myspace.com/rooticalfoundation

Droppil Soul

venerdì 6 giugno 2008

Assemblea pubblica, Post.Social.Aperitive : Costruzioni di genere, discriminazioni, libertà

Milano - Venerdì 6 giugno 2008 ore 18.00 in Cantiere



Verso il Christopher Streeet Day 7 giugno, ore 17.00 in Palestro



Assemblea pubblica discussione aperta con:

Nicola Riva, ricercatore di Teoria generale del diritto, Università degli studi di Milano

Lorenzo Bernini, ricercatore di filosofia, Università degli studi di Milano

Barabra Ferrusso, Sommosse Torino-Cso Gabrio

Free.every.body



A cura di Metrouniversity e Free.every.body



Costruzioni di genere, discriminazioni, libertà

in costruzione del Chistopher Street Day di Sabato 7 giugno

- Leggi l’appello : Liber* di scegliere, liber* di vivere!
- Vai alla feature : Christopher street day a Milano, Liber* di scegliere, liber* di vivere!



In Cantiere

via Monterosa 84, MM1 Lotto, bus 90/91

Metrouniversity presenta: Post.Social.Aperitive : Costruzioni di genere, discriminazioni, libertà

Venerdì 6 giugno ore 18.00 in Cantiere

Assemblea pubblica discussione aperta con:

Nicola Riva, ricercatore di Teoria generale del diritto, Università degli studi di Milano
Lorenzo Bernini, ricercatore di filosofia, Università degli studi di Milano
Barabra Ferrusso, Sommosse Torino-Cso Gabrio
Precarie autoconvocate - Novara
Collettivo di Scienze Politiche - Milano
Free.every.body

A cura di Metrouniversity e Free.every.body:

Costruzioni di genere, discriminazioni, libertà

in costruzione del Chistopher Street Day di Sabato 7 giugno, ore 17.00 in Palestro

giovedì 5 giugno 2008

22° Festival Mix di cinema GayLesbico e Queer culture

Milano - dal 4 al 10 giugno 2008 Teatro Strehler, l.go Greppi 1

Lungometraggi, documentari, corti, djset, bar...e molto altro!

- Guarda il programma

- Leggi le schede del film

Tra il bianco e il nero. Della vita e della morte. Dell’amore e dell’odio. Della gioia, della speranza, della tristezza. Del cambiamento, dell’ostinazione. Della dignità, dell’ingiustizia, dell’umiliazione, del silenzio.

E si potrebbe continuare a lungo, in un elenco di apparenti opposti che nelle nostre vite si sfidano, indispensabili gli uni al senso degli altri. Le trame dei film si intrecciano, disegnando una mappa coerente ed aggiornata dei si e dei no, delle nostre emozioni,delle nostre contraddizioni.

Dal drammatico ritratto dell’adolescenza che non accetta le convenzioni, dipinto da James Bolton in Dream Boy, alle sfide feroci di Bruce LaBruce, che in Otto auto-critica una generazione consumata dal consumo.

E poi la sfida di Senza fine, il film italiano di Roberto Cuzzillo, che racconta il viaggio della speranza per l’inseminazione assistita. E la sfida diversamente dolorosa dell’epico Les filles du botaniste, storia vera di due donne, contadine in una zona remota della Cina, giustiziate quando scoperte amanti.

Vivere di Angelina Maccarone mette in gioco le contraddizioni di tre generazioni, così vicine, così lontane. Sexy, semplice e romantica la partita di Shelter, il melodramma sentimentale in cui due surfisti scoprono l’amore e tutte le certezze crollano. E poi il capolavoro di Gael Morel, Après lui, in cui Catherine Deneuve ci rispecchia incapaci di metabolizzare il lutto, il dolore.

Si ride, si ride, ci mancherebbe che non si rida al cinema. Si sorride nel thriller Finn’s Girl e in Love my life, versione in carne ed ossa di un fumetto manga giapponese. E si ride tanto, come spesso accade nelle pellicole spagnole, con Chuecatown, una dark comedy in cui i buoni sono due giovani orsi-bear madrileni e il cattivo un folle speculatore immobiliare.

E si ride in Breakfast with Scot, dove l’undicenne protagonista vince con la sua autentica rivoluzione d’amore. Infine Derek, il documentario narrato da Tilda Swinton, costruito da Isaac Julien con materiale inedito,uno straordinario tributo alle intuizioni sempre attuali di un grande artista e pensatore visionario.

Ma il festival non è solo grande cinema di fiction.

Ci sono un centinaio di cortometraggi dascoprire e i migliori documentari in circolazione, che restano il cuore pulsante della produzioneindipendente.

E poi ritorna la letteratura con Brain&Sexy (grazie Pina e grazie Diego!), Music on the steps con i migliori dj milanesi della scena electro, cui si aggiunge quest’anno TriTTico, evento di teatro in collaborazione con il Piccolo, che sarà composto da Try Creampie dellacompagnia milanese Animanera, (debuttò alcuni mesi fa con un allestimento straordinario aPalazzo Reale) parte di un triduo spettacolare insieme a Chiove dei Teatri di Vita e Ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde, prodotto dall’ERT.

Il Festival MIX di Cinema Gaylesbico eQueer Culture consolida così la vocazione multidisciplinare sperimentata nelle ultime edizioni.Da quest’anno entra a far parte ufficialmente della MIX family e mantiene l’identità storica e lacentralità del cinema tematico gemellandosi con MIX New York e MIX San Paolo, i cui direttoriJim Hubbard e Suzy Capò saranno nostri ospiti speciali.

E gli scacchi? Beh, ci siamo ricordati che nel Settimo Sigillo di Bergman il cavaliere rispose semplicemente: “Voglio la conoscenza”.

E così vinse la sua sfida.

Buone visioni!

Giampaolo Marzi

cinemagaylesbico.it

giovedì 29 maggio 2008

Decurtati 20 milioni di euro dai fondi per la prevenzione e il sostegno alle vittime della violenza sessuale

Fonte: Ansa del 29 maggio 2008

Il governo taglia il fondo di 20 milioni di euro per la prevenzione e il sostegno alle vittime della violenza sessuale. Il Pd insorge ed il ministro delle pari opportunità Mara Carfagna assicura che lei stessa chiederà fondi contro la violenza sulle donne.

Per contrastare il «doloroso» fenomeno - dice - «servono norme che garantiscano misure di protezione integrale contro la violenza di genere, pene severe e processi pi veloci. I fondi che chieder di stanziare serviranno per il sussidio all’attuazione di una normativa che attualmente allo studio dei tecnici».

Il fondo, istituito dalla Finanziaria 2008, stato decurtato per la copertura del taglio dell’Ici.
La senatrice del Pd, Vittoria Franco, responsabile del governo ombra per le Pari opportunità, ha annunciato che oggi stesso avrebbe presentato un’interrogazione: «È davvero molto grave - ha detto - che per coprire il taglio indiscriminato dell’Ici a vantaggio anche delle fasce pi abbienti il governo abbia tagliato i fondi a tutta una serie di politiche sociali».

Le deputate del Pd Emilia De Biasi, Manuela Ghizzoni e Carmen Motta giudicano «incredibile» la decisione del governo. Barbara Pollastrini, ex ministro per i Diritti e le Pari opportunità, promotrice di quel piano nazionale contro la violenza alle donne, si dichiara «indignata, ma anche amareggiata per i livelli di cinismo che, con questa destra, pu raggiungere la politica».

Alza la voce anche il Telefono Rosa, che chiede l’intervento del ministro Carfagna: «Questa decisione infamante - afferma la presidente dell’associazione che segue le donne vittime di violenza, Maria Gabriella Carnieri Moscatelli - mi sento di dire che siamo di fronte al funerale delle donne visto che le risorse che dovrebbero finanziare i diritti di chi subisce uno dei crimini pi orrendi, appunto lo stupro, vanno per l’Ici, a vantaggio magari di proprietari che vanno in giro con una Maserati o una Ferrari».

La presidente di Arcidonna, Valeria Ajovalasit, definisce questa una «vergognosa mossa finanziaria che offende i milioni di donne che nel corso della loro vita hanno subito violenze».

mercoledì 7 maggio 2008

A Scienze Politiche corso di autoformazione "Diritti soggettivi, libertà di scelta e autodeterminazione"

dal 23 aprile al 4 giugno
Il collettivo di scienze politiche presenta il corso di autoformazione:
"Diritti soggettivi - Libertà di scelta e autodeterminazione"

Mercoledì 7 Maggio 2008:
TranAzioni, soggettività transgenere - Proiezione di “TransAzioni” video documentario di Mary Nicotra sulle soggettività transgender FtM e dibattito.
Ore 12,30 aula 25, Facoltà di scienze politiche, via Conservatorio 2

Giunge al secondo appuntamento il ciclo di autoformazione "Diritti Soggettivi” del collettivo di scienze politiche.
Il dibattito si apre su una tematica più atipica e inesplorata: soggettività transgender.
In questa serie di incontri sulla libertò di scelta e di autodeterminazione, non poteva mancare l’ambito più provocante e tabù: con la proiezione del video documentario di Mary Nicotra "TransAzioni", entreremo in uno dei discorsi che mette più in crisi il classico schema biblico uomo/donna su cui si basa la nostra società e la sua legislazione.
Oltre a risultare eretici di fronte al tribunale dell’inquisizione andremo a conoscere, con un intervista all’autrice del video, le rivendicazioni di diritti e di identità che le soggettività transgender portano avanti.
Di questo e di tanto altro parleremo Mercoledì 7 maggio ore 12.30 aula 25.

- Ascolta l’intervista del collettivo a Mary Nicotra : [ audio ]


Mercoledì 23 Aprile :
Where is 194?"- Applicazione della legge 194, informazione e prevenzione in Lombardia.
Presentazione dell'inchiesta del collettivo Free.every.body e discussione aperta
A Scienze Politiche, Ore 12,30, Aula 21

Mercoledì 9 Aprile : “Diritti delle, donne diritti soggettivi, soggettività transgenere"
Appuntamento per una discussione aperta con l’obiettivo di organizzare un ciclo di autoformazione partigiano e utile alla vita quotidiana di studentesse e studenti.
A Scienze Politiche, Ore 12,30, Aula 21

*****

Mentre in tutta Italia il simbolo più recente e preoccupante dell'attacco ai diritti soggettivi, in questo caso delle donne,Giuliano Ferrara, viene contestato e scacciato in ogni sua uscita pubblica, mentre in tutti i salotti pre-elettorali dilaga l'ipocrisia sui delicati argomenti delle libertà di scelta e di autodeterminazione, ci sembra opportuno riprendere e approfondire queste tematiche attenendoci prima di tutto alla realtà dei fatti.

Partendo dal nostro territorio, nella Regione Lombardia, viviamo la situazione più allarmante per quanto riguarda l'applicazione della legge194, in quanto la giunta Formigoni ha ignorato le direttive del Ministero, riducendo di ben una settimana il periodo entro il quale è possibile l'interruzione volontaria di gravidanza, senza contare che in tutti gli ospedali della Regione è presente e attivo il “Movimento per la Vita” e che il 70% dei ginecologi è obiettore di coscienza limitando così di fatto la libertà di scelta delle donne.

Sicuramente l'attacco ai diritti soggettivi nel nostro Paese non viene rivolto solo alle donne, anzi, per quanto riguarda la libertà di scelta nell'orientamento sessuale, l'Italia rappresenta il fanalino di coda in Europa nel riconoscimento di diritti. Esemplare, per le coppie omosessuali e lesbiche, è stata la legge-contentino sui DICO, che oltre a non essere stata neanche approvata, non avrebbe colmato il vuoto legislativo e avrebbe lasciato in una situazione di semi-clandestinità le coppie di”fatto”.

Ancora più grave il vuoto legislativo per il riconoscimento e per i diritti delle soggettività trans-genere, per cui non solo mancano i diritti , ma non viene chiarita neanche la situazione giuridica. Per esempio le persone transessuali, a differenza che in Spagna, da noi non possono scegliere liberamente l'indicazione del sesso sui documenti, poiché l'idea stessa di una identità sessuale “trans” mette in crisi il classico schema uomo\donna, su cui sono costruite gran parte delle morali religiose, ma anche precisi rapporti di potere da secoli.

Tutte queste tematiche inoltre aprono un dibattito molto ampio sull'influenza che la Chiesa e la morale Cattolica esercitano sugli organi istituzionali del nostro Paese, che ormai di laico hanno ben poco.

Per parlare di tutto ciò abbiamo deciso di costruire un corso di autoformazione, un corso che esca dagli schemi della lezione formale e frontale, che privilegi il dibattito, lo scambio di idee e la voglia di autodeterminazione dei nostri saperi. In questo modo vogliamo scardinare dall'interno la logica del 3+2 e del sistema dei crediti che distrugge il sapere critico e consapevole a favore di un sapere istituzionale e nozionistico che ci sottrae la capacità di analisi e approfondimento, di costruire relazioni, di giudicare la realtà in cui viviamo.

Collettivo Scienze Politiche

mercoledì 30 aprile 2008

Milano - si riapre la polemica intorno alla mostra "Vade retro: Arte e omosesualità"

Nello scorso luglio la mostra aveva dovuto ritirare due dei lavori e vietare l'ingresso ai minori di 18 anni, stabilito a causa di tre opere giudicate inadatte per essere aperta. Letizia Moratti aveva valutato «la possibilità di ritirare il patrocinio» perchè «il Comune non può condividere mostre con opere di carattere blasfemo o offensivo della dignità della persona». E nello stesso periodo la giunta comunale toglieva il patrocinio al festival del cinema gay lesbico dopo un decennio.

********

"Sì alla rassegna gay, è polemica"

Fonte: repubblica.it del 30 Aprile 2008

Nel manifesto, ispirato alla celeberrima "Creazione di Adamo" nella Cappella Sistina, la mano di Dio ha il pollice laccato di rosa. La rassegna teatrale omosessuale che andrà in scena con 8 spettacoli al teatro Libero a partire dal 2 maggio scatena già polemiche. L´assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi si è vantato ieri di aver fatto passare nei giorni scorsi la delibera per il patrocinio alla manifestazione grazie ad un escamotage di cui nessuno, per la verità, si era accorto.



«Non volevo scontri con la giunta» ha detto Sgarbi. E così, in accordo con il teatro Libero, ha fatto togliere dal titolo della rassegna ogni riferimento alla parola gay o omosessualità: la manifestazione è diventata «Liberi amori possibili», sottotitolo «rassegna di teatro sulla diversità», invece che «rassegna di teatro omosessuale», come era all´inizio. «È passata con la vaselina, votata dai miei ignari colleghi lo scorso 18 aprile - ha spiegato Sgarbi - un´amministrazione civile dovrebbe consentire una rassegna omosessuale, ma dopo quanto è successo per il cinema gay e la mostra Vade Retro anche questa manifestazione sarebbe diventata occasione di scontro. Così ho preso la responsabilità di trovare una soluzione, identificando un titolo generico ed eliminando dalla delibera la parola "omosessuale" che l´avrebbe tenuta ferma lì per mesi».



«A noi interessava solo portare avanti la nostra idea di teatro, che è stata rispettata dal Comune - racconta il direttore del teatro Libero, Francesco Di Rienzo - Gli spettacoli sono rimasti gli stessi. Abbiamo scelto di usare la parola diversità, come ci è stato suggerito, invece che omosessualità perché è un termine più ampio, meno specifico». Indignato Paolo Ferigo, presidente dell´Arcigay milanese, che organizza anche la rassegna di cinema gay e lesbico e che lo scorso anno non ha avuto il patrocinio dal Comune. «È una vergogna che si debba arrivare a dare patrocinio falso: pensano di darlo ad una cosa e invece lo danno a un´altra. È ridicolo. Il patrocinio non è un marchietto da manifesto, è un riconoscimento sostanziale di qualcosa che merita di essere fatto». Per la nuova edizione della rassegna di cinema gay dal 4 al 10 giugno «abbiamo già preso contatti con l´assessorato e speriamo ci sia più coerenza dell´anno scorso».



Non ci sta l´assessore al Turismo e all´Identità, il leghista Massimiliano Orsatti. «Quel giorno c´erano 200 delibere, se Sgarbi si vanta di averci fregato non è una cosa bella - dice - voglio capire se è stata camuffata una cosa per un´altra. Il Comune deve patrocinare solo cose che non vadano a ledere la morale comune». «Basta con questo cinema o teatro gay, è discriminante e razzista - sostiene il compagno di partito Matteo Salvini - Esistono il teatro e il cinema, punto, dove vanno tutti. Questa è una stupidaggine, sia da parte di chi l´ha proposta sia di chi ha dato il patrocinio».

********

Fonte: Repubblica.it del 9 luglio 2007:



Intervista a Luigi Ontani, uno degli artisti partecipanti:


Ontani, partiamo dal titolo: "Vade Retro: Arte e Omosessualità", le piace?
«Nemmeno ironicamente, seppure io stesso coltivi un linguaggio che esprime il desiderio di ambiguità. È un modo specialistico per schedare l´arte associandola a un´attitudine sessuale, e quindi per condizionarla».



Non crede che col clima di scarsa tolleranza che c´è in giro sia un´operazione delicata?
«Viviamo un momento di rigurgito perbenista, è vero, con sviste che fomentano equivoci e aggregazioni tribali negative, che seguono una logica di "offesa e difesa" – complici i media e la pubblicità, per attrazione alla volgarità. E questo mentre si esercitano censure su ben altri fronti: a New York ho osservato che le televisioni non informano sulla guerra, perché altrimenti si crea un "commercial problem"».



Dunque che ne pensa della mostra?
«Io dico: prima vediamola. Quanto a me accetto le contraddizioni di un´avventura espositiva dettata dai curatori».



Il bisogno di creare un recinto per "l´arte omosessuale" non le sembra però un po´ datato?
«Dipende. Nel ´74, Jean-Christophe Ammann mi invitò a partecipare, unico italiano, a Trasformer al Kunstmuseum di Lucerna, mostra straordinaria dal titolo di una canzone di Lou Reed, sui diversi aspetti del travestitismo, anche esterni all´arte. Attraverso le maschere dell´Eros, adottava uno sguardo poetico, libertario. Il taglio era antropologico, come quello della mostra ben documentata e storicizzata che il Brooklyn Museum sta dedicando ora al femminismo».



Cosa vedremo di suo in mostra?
«I curatori hanno scelto due delle mie prime immagini fotografiche: DafnEnigma e Tentazione, del 1970, in cui figuro arrampicato su un albero. Con molto pudore e candore tardoadolescenziale».


di Barbara Casavecchia

venerdì 25 aprile 2008

25 aprile 008 "Pacchetti sicurezza" No grazie! Diritti sicuri subito!!

La famiglia è a rischio?
La famiglia è un rischio!
Il 70% delle violenze avviene tra le mura di casa.

Come anche nello scorso autunno le violenze di genere diventano pretesto per mettere in campo politiche securitarie.

Viene difficile immaginare che la “emergenza sicurezza” non sia strumentale se si guardano le statistiche che delineano come la stragrande maggioranza delle violenze sulle donne (70%) avvenga in casa, e se si fissa l'attenzione alle politiche che vengono attuate.

Ma sono veramente i migranti quelli che attentano ai corpi delle donne?

O il vero pericolo è chi tutti i giorni attenta alla nostra libertà e ai nostri diritti?

Negli ultimi anni è nuovamente aumentata la percentuale di medici obiettori che arriva in media al 70% (in alcune regioni addirittura 80%), e questo rende assolutamente precario l'accesso ai servizi, dall'aborto alla pillola del giorno dopo.

Come precario è l'accesso a tutti quei servizi e politiche di continuità di reddito che dovrebbero davvero sostenere la maternità.

Alcune città-laboratorio già si cimentano in corsi ‘contro il divorzio’ o in odiose graduatorie come quelle per l'accesso agli asili nido in cui sono messi agli ultimi posti figli di coppie conviventi ma non sposate, di ragazze madri o di coppie separate.

Come vengono investite le risorse? Si tagliano i fondi ai consultori pubblici, e si finanziano quelli cattolici. limitando così la possibilità di fare informazione nelle scuole e nel resto della città.


********
25 Aprile 008: Pacchetti sicurezza no grazie, diritti sicuri subito!

Politica Shock! Non stiamo parlando del risultato elettorale. La ricetta neo-liberista ci porta all'essere globalmente più poveri. Anche i venditori di "miracoli" sono in crisi e più che promesse di ripresa elargiscono annunci di politiche impopolari. Tirare ulteriormente la cinghia è uno sforzo che si richiede a tutti "gli onesti cittadini" ma non è un atto gratuito. Il prezzo che paghiamo è quello di un tunnel di precarietà ed insicurezza, senza apparenti vie di fuga.
Come accettare un presente che è già futuro senza diritti, casa, reddito minimo, garanzie sociali, sogni ?
Come sottometterci a politiche economiche di ulteriore sacrificio, impoverimento, caro vita, rassegnazione ?

Paura e pacchetti di sicurezza, di shock in shock, inseguendo le emozioni della più drammatica cronaca nera il decaduto governo Prodi ha messo a "cultura" ansie e xenofobia. La responsabilità del passato governo di "centro-sinistra" è enorme. Come storia già scritta il raccolto spetta ai più diretti esponenti del razzismo e fondamentalismo.

mercoledì 23 aprile 2008

Obiezione in forte aumento negli ultimi anni, relazione del ministero lo evidenzia

Relazione sull'Interruzione volontaria di gravidanza - 2006-2007



Il Ministro della Salute Livia Turco ha trasmesso al Parlamento la Relazione annuale sull’attuazione della legge 194/1978, contenente “Norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza” che contiene i dati preliminari per l’anno 2007 e i dati definitivi per l’anno 2006.


Sono stati presentati i dati reali relativi all’obiezione di coscienza, aggiornati dalle Regioni (i precedenti risalivano all’anno 2003, in taluni casi all’anno 1999), che mostrano un forte incremento in tutta Italia.
L’obiezione è infatti aumentata per i ginecologi dal 58,7% al 69,2%; per gli anestesisti, dal 45,7% al 50,4%; per il personale non medico, dal 38,6% al 42,6%.

Nel Sud l’aumento è ancora maggiore e in alcune Regioni addirittura i dati raddoppiano. In Campania l’obiezione per i ginecologi passa dal 44,1% all’ 83%.; per gli anestesisti dal 40,4% al 73,7%; per il personale non medico, dal 50% al 74%.
In Sicilia, per i ginecologi dal 44,1% al 84,2%; per gli anestesisti dal 43,2% al 76,4%; per il personale non medico, dal 41,1% al 84,3%.
Ma anche nel Nord, come ad esempio in Veneto, l’obiezione è superiore al dato nazionale: per i ginecologi, 79,1%; per gli anestesisti, 49,7%; per il personale non medico, 56,8%.



I dati relativi al 2007, con un totale di 127.038 IVG, evidenziano un ulteriore calo del 3% rispetto al dato definitivo del 2006 (131.018 casi) e un decremento del 45,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG (234.801 casi).
Il tasso di abortività (numero delle IVG per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’IVG, nel 2007 è risultato pari a 9,1 per 1.000, con una diminuzione del 3,1 rispetto al 2006 (9,4 per 1.000) e del 47,1% rispetto al 1982 (17,2 per 1.000).



Continua la diminuzione delle IVG tra le donne italiane: i dati definitivi relativi all’anno 2006 evidenziano infatti 90.587 IVG, con una riduzione del 3,7% rispetto al 2005 e di oltre il 60% rispetto al 1982, anno in cui più numerose sono state le IVG. Viceversa, le IVG sono incrementate tra le donne straniere: in totale 40.431 nel 2006 (+4,5% rispetto al 2005), pari al 31,6% del totale (nel 2005 erano il 29,6%).



In merito al fenomeno degli aborti clandestini, nella Relazione di quest’anno viene presentata una nuova stima aggiornata del 2005 che si ferma ad un’ipotesi massima di 15 mila aborti effettuati al di fuori della legge 194, correggendo al ribasso le precedenti stime che indicavano tale soglia attorno ai 20 mila aborti clandestini. Il dato riguarda solo le donne italiane, in quanto non si dispone di stime affidabili degli indici riproduttivi per le donne straniere. Si conferma, quindi, la contemporanea diminuzione dell’abortività legale e clandestina tra le donne italiane.



Rispetto all’aborto effettuato dopo i 90 giorni, la situazione è invariata. La percentuale di IVG dopo tale periodo è stata complessivamente nel 2006 del 2,9%. Di queste, il 2,2% è relativo alle IVG tra 13 e 20 settimane e lo 0,7% a quelle dopo 21 settimane.



Fonte: Ministero della Salute

lunedì 21 aprile 2008

Campidoglio, lite sul bracciale antistupro

Fonte : Corriere.it del 21 aprile 2008


Rutelli favorevole: «È utile alle donne». Contrario Alemanno: «No, è umiliante»

Rutelli all'inizio dice che quanto accaduto alla ragazza in periferia, lo stupro e la coltellata, non deve essere strumentalizzato, usato nella campagna elettorale: ma poi, anche lui, accusa. E lo schema che va in scena a Roma, a una settimana esatta dal ballottaggio, è semplice: il centrodestra dice che è tutta colpa del governo Prodi, il centrosinistra scarica sull'esecutivo Berlusconi. Per raccontare i toni, bastano le parole di Roberto Calderoli (Lega Nord), «Rutelli si ritiri, rischia la lapidazione», e quelle di Gasparri, Pdl: «La Roma di Prodi, Rutelli e Veltroni è il regno del terrore e dello stupro».

La sicurezza, dunque: ognuno ha la sua ricetta, ognuno critica le proposte dell'altro. Rutelli propone un braccialetto da far indossare alle donne, con immediata localizzazione e allarme che scatti in caso di pericolo. Va bene? Macché: per Alemanno «l'idea di Rutelli è umiliante per le donne e rappresenta una resa delle istituzioni». Ma il Pdl cosa propone? «Tolleranza zero con illegalità e degrado; un dispiegamento di forze di polizia e il raddoppio degli agenti della municipale nelle zone a rischio e l'espulsione degli stranieri che commettono reati».

Rutelli prova a mediare: «Penso che dobbiamo affrontare uniti il problema sicurezza». Risposta di Alemanno: «Sono disposto a collaborare insieme con Rutelli su un ragionamento di sicurezza comune che però non si possa basare sulla menzogna». Rutelli: «Credo che la facile ricerca di consensi sarà un boomerang per il mio avversario. Alemanno dimostrerebbe molta più civiltà se si unisse a me nella lotta alla criminalità, senza fare una campagna di speculazione in queste ore difficili in cui si deve rispetto per le vittime del crimine. Noi avvertiamo in troppi punti della città una insicurezza crescente, e questo tocca anche al sindaco affrontarlo».

Si riserva di dire quali misure adottare: «Darò delle risposte molto precise nei giorni precedenti il voto». Per adesso, Rutelli si limita a ricordare quanto fatto dal governo Berlusconi: «L'esecutivo del quale Alemanno era membro ha approvato una sanatoria per l'ingresso di 141.620 rumeni, ha approvato la direttiva che non prevede il non rientro dei cittadini che vengono allontanati dal nostro Paese, ha abolito il visto per i cittadini rumeni e non ha previsto alcun limite per l'ingresso dei rumeni nel nostro Paese».

Risponde Alemanno: «Rutelli mente sapendo di mentire. Le responsabilità prevalenti, se non esclusive, sono del Governo Prodi». Gasparri promette: «Con Alemanno sindaco di Roma allontaneremo dalla città i 20 mila stranieri clandestini che non hanno nessun diritto a stare qui».

Le accuse del Pdl, ovviamente, si estendono a Veltroni, ex sindaco. Lo difende l'ex prefetto e neosenatore del Pd, Achille Serra: «È davvero sconcertante constatare ancora una volta come si vogliano utilizzare tristi fatti di cronaca per ottenere risultati elettorali accusando inoltre un sindaco come Veltroni che è stato uno dei migliori amministratori della Capitale » Alemanno: «Serra difende Veltroni da due anni. Purtroppo i fatti hanno smentito le affermazioni. Forse oggi dovrebbe chiedere scusa per quello che ha detto invece di ergersi a censore». Il New York Times interviene sul tema, promuovendo Roma: «Quando cala il buio, Roma non è più il posto pericoloso che era un tempo».

Bologna, il Comune finanzia i corsi contro il divorzio

I corsi organizzati dal comune sono affidati a un'associazione pro embrione

" Ti sposi in Comune? Adesso c'è (gratis) il corso prematrimoniale per i fidanzati che scelgono il sindaco invece del parroco".

Prima lezione: «Insieme per sempre ». In sostanza, istruzioni anti divorzio in versione
laica. L'idea è venuta a Lina Delli Quadri, consigliere comunale del Pd: stesso partito di Cofferati. Una cattolica impegnata nel volontariato che ha pensato: anche chi sceglie il rito civile deve avere, a cura dell'amministrazione comunale, l'opportunità di essere istruito in materia
di matrimonio. Le altre lezioni sono su «Sessualità e amore», «Coppia e creatività», «Doveri e iritti nelle relazioni familiari».

L'iniziativa è interessante in una Bologna dove i rapporti tra Comune e Chiesa hanno avuto anche pesanti note polemiche. La Delli Quadri spiega che il sindaco le ha dato subito via libera e che i parroci non si sentono toccati dalla concorrenza.

Forse perché obiettivo comune è rendere stabili le unioni. I corsi, come scrive oggi il Corriere di Bologna, sono tenuti da specialisti dell'Ucipem, associazione milanese di matrice cattolica che,
nella sua carta fondante, dichiara di riconoscere «che la persona umana è tale fin dal concepimento».

La stessa Ucipem, che da tempo istruisce i fidanzati che vanno a sposarsi in chiesa, sottolinea le differenze: «Il matrimonio religioso è un sacramento, quindi comporta anche un'istruzione catechistica che non ha ragione di essere per chi sceglie il rito civile». Al primo corso si sono iscritte una ventina di coppie: tutte al primo matrimonio, solo in un caso l'uomo è al secondo.

Due fidanzati hanno già seguito un corso in parrocchia perché si sposeranno in Chiesa ma hanno voluto ampliare la loro preparazione anche con l'insegnamento laico. Le lezioni (quattro serate di due ore ciascuna) si tengono in una sala comunale.

Quando i cittadini si recano all'ufficio matrimoni per le pratiche ricevono anche un volantino informativo. A fine maggio partirà il secondo ciclo di incontri. Da ottobre l'iniziativa sarà strutturata in modo completo, anche sulla base dei suggerimenti delle coppie.

Le impressioni dei fidanzati che stanno seguendo le lezioni, tenute da esperti in materie come psicologia, sessuologia e legislazione familiare, sono positive. «Non credevo che un Comune, con tutti i problemi che ha, potesse pensare anche a chi si sposa », ha detto un giovane alla vigilia del sì.

Il consenso non stupisce la consigliera comunale. Sposata da 27 anni, provenienza Margherita, cattolica praticante, Lina Delli Quadri è convinta: «La preparazione al matrimonio può contrastare i troppi fallimenti».

Nuovo regolamento per gli asili comunali di Verona discrimina tutti i figli "nati in un contesto familiare irregolare"

Il nuovo regolamento per gli asili nido comunali di Verona sta tutto in questa splendida dichiarazione:

«I figli nati in un contesto familiare regolare hanno un canale preferenziale rispetto agli altri".

Così nella graduatoria di accesso agli asili nido 20 punti vengono assegnati ai figli di vedove/i, 15 punti ai bambini di coppie regolarmente sposate, 10 punti a quelli riconosciuti da un solo genitore (nella stragrande maggioranza i figli di ragazze madri), 8 ai bambini di separati e solo 7 punti ai figli di coppie conviventi ma non coniugate, le terribili famiglie di fatto.

Il perché ce lo spiega il consigliere di FI Mario Rossi:
"La famiglia e la sposa vedova con il bambino sono una istituzione riconosciuta come famiglia dalla costituzione, mentre la ragazza madre con il bambino per il suo status non ha avuto un rapporto istituzionalizzato con la società, come lo ha chi ha legame di matrimonio».

Dunque una graduatoria della moralità e della conformità al modello di Famiglia, quella con la maiuscola, unica e sola riconosciuta. E i bambini? Ma chi se ne importa! E le madri, le donne, la fatica che fanno a gestire situazioni difficili? Sono colpevoli di non avere "un rapporto
istituzionalizzato con la società" e quindi.. Se un pregio ce l'ha questo regolamento è di svelare come la pensano veramente i paladini della Famiglia. C'è qui un furore ideologico, una
gelida rabbia non tanto a difesa della famiglia ma contro tutte/i quelle/i che dentro quella Famiglia, per i più diversi motivi, non ci stanno.

Una furia che rivela come anche le campagne contro l'aborto non siano a favore di eventuali bambini che potrebbero nascere ma ancora una volta contro le donne colpevoli di non essere sottomesse e conformi.

Viene fuori un pensiero unico spaventosamente ottuso e irreale che vorrebbe restaurare a suon di leggi e regolamenti quello che, per fortuna, nella società non esiste più.

I tanti e diversi modi di stare insieme, a volte scelti, a volte subiti, stanno intorno a noi, veri e vicini, a ricordare che la vita delle persone è un'altra cosa.

E allora a colpi di clava puniamo i cattivi anzi le cattive e premiamo la Famiglia consacrata dal matrimonio.
Ma chiediamo di nuovo: e i bambini? I bambini si usano mica si difendono.

In genere si usano contro le madri. Così il figlio di genitori separati o di una ragazza madre o di chi vive insieme ma non si è sposato vale meno del figlio della famiglia del mulino bianco (quella famiglia comunque in cui le cronache ci dicono si consumano le peggiori nefandezze).

Bambini marchiati dal fatto di essere figli di madri, di genitori "cattivi", bambini che valgono meno, bambini a perdere. Bambini per i quali forse ci sarà un po' di carità pelosa, erogata caso per caso, dopo aver valutato tutto, ma proprio tutto.. Trasformati già così piccoli in diversi, in casi
sociali tollerati a fatica ma non inclusi nella scintillante e perfetta società delle Famiglie regolari.

Alcune famiglie irregolari

venerdì 11 aprile 2008

Presentazione di Moderato sarà Lei, con gli autori


Venerdì 11 Aprile, ore 18.00
In Cantiere, Via monterosa 84, Milano

Presentazioni di Moderato sarà Lei,
con gli autori: Marco Bascetta e Marco D’Eramo, giornalisti del Manifesto


Partecipano al dibattito Max Guareschi, Giampaolo Capisani e Cristina Morini


A cura di MetroUniversity, Laboratorio Metropolitano di Autoformazione e della Libreria Don Durito

- Ascolta la registrazione del dibattito [ audio ]



Dal Breve lessico dell’ideologia italiana di Marco D’Eramo: "al benpensante due cose fanno schifo: il razzismo e i neri"

"Giovanile: 1) se aggettivo, può essere accostato solo ai seguenti sostantivi: criminalità Gi, bande Gi, subculture Gi, disoccupazione G.

"Il «giusto mezzo», l’equidistanza dagli estremi, il «centro», non costituiscono un punto di equilibrio, ma una negazione. Non la mediazione tra gli opposti, ma il loro rifiuto. Il motivo di questa esclusione non è difficile a intendersi.
Un punto di equilibrio non potrebbe che scaturire da un precedente squilibrio, e cioè, in termini politici, da un conflitto. Circostanza che finirebbe col conferire al conflitto quella sua necessità storica, che gli si vuole appunto negare.

Dobbiamo a questa "versione popolare e domestica della fine della storia" le leggi moderatamente razziali di questo autunno e l’abbraccio multipartisan che raggiunge Giuliano Ferrara, per difendere il giullare teocratico da uova, pomodori e altri ortaggi. Un libro dunque di grande attualità, che può seminare anticorpi utili contro l’estremismo di centro e mettere in guardia dal Goering della porta accanto.



in Cantiere
via Monterosa 84 MM1 Lotto 90/91/49
cantiere.org | Libreria Don Durito

giovedì 10 aprile 2008

In Cantiere Presentazione di "Moderato sarà Lei", con gli autori

Venerdì 11 Aprile, ore 18.00
Al Cantiere,
Via monterosa 84, Milano

Marco Bascetta e Marco D’Eramo, giornalisti del Manifesto
Partecipano al dibattito Max Guareschi, Giampaolo Capisani e Cristina Morini


A cura di MetroUniversity, Laboratorio Metropolitano di Autoformazione e della Libreria Don Durito


- Ascolta la registrazione del dibattito


Dal Breve lessico dell’ideologia italiana di Marco D’Eramo:

"al benpensante due cose fanno schifo: il razzismo e i neri"

"Giovanile: 1) se aggettivo, può essere accostato solo ai seguenti sostantivi: criminalità Gi, bande Gi, subculture Gi, disoccupazione G."

Il «giusto mezzo», l’equidistanza dagli estremi, il «centro», non costituiscono un punto di equilibrio, ma una negazione. Non la mediazione tra gli opposti, ma il loro rifiuto. Il motivo di questa esclusione non è difficile a intendersi. Un punto di equilibrio non potrebbe che scaturire da un precedente squilibrio, e cioè, in termini politici, da un conflitto. Circostanza che finirebbe col conferire al conflitto quella sua necessità storica, che gli si vuole appunto negare.

Dobbiamo a questa "versione popolare e domestica della fine della storia" le leggi moderatamente razziali di questo autunno e l’abbraccio multipartisan che raggiunge Giuliano Ferrara, per difendere il giullare teocratico da uova, pomodori e altri ortaggi. Un libro dunque di grande attualità, che può seminare anticorpi utili contro l’estremismo di centro e mettere in guardia dal Goering della porta accanto.

@ Cantiere
via Monterosa 84 MM1 Lotto 90/91/49
www.cantiere.org
cantiere@globalproject.info

martedì 8 aprile 2008

No murder music! Boicottiamo gli artisti omofobi, boicottiamo Bounty Killer!

No murder music! Boicottiamo gli artisti omofobi, boicottiamo Bounty Killer!

Nonostante già negli UK siano stati annullati recentemente dei suoi concerti, martedì 8 aprile assisteremo all’ennesimo concerto di un cantante jamaicano omofobo: Bounty killer.

Autore di canzoni con testi come: "Fai un falò di froci e checche" o "Gli uomini di merda (gay) devono essere affogati e questa è la filosofia di un giamaicano", o ancora "Sono pronto a spazzar via questo frocio con un raggio laser"...

Invitiamo tutti a boicottare il suo concerto, è vergognoso permettergli di diffondere messaggi razzisti e di odio nei confronti delle diversità.

Di certo non daremo soldi a Bounty Killer e a chi lo ospita, nè tantomeno, da amanti del reggae, vogliamo che messaggi di questo tipo vengano diffusi distruggendo i contenuti di una musica da sempre contro la violenza e le discriminazioni.

Non ci renderemo complici dell’omofobia di Bounty e di tanti altri artisti, boicotteremo il loro razzismo e i loro concerti, a partire da quello di martedì e da quello di Sizzla del 21 maggio sempre al Live di Trezzo.

Zizzapawa posse

venerdì 4 aprile 2008

Milano e Magenta - Contestato il convegno di Ferrara

Oggi Ferrara è arrivato in Lombardia, ad accoglierlo come nel resto d’Italia fischi, uova e pomodori.

Nel pomeriggio a Magenta un gruppo di manifestanti si è riunito spontaneamente davanti al Comune dove si teneva il convegno elettorale che è stato duramente contestato.

Questa sera a Milano il convegno si teneva nell’auditorium dell’oratorio Rosetum.
Qui numerosi attivisti hanno dato vita a una contestazione, costringendo Giuliano Ferrara a passare dal retro per accedere al suo comizio.

Mentre i manifestanti bloccavano la strada per impedire l’accesso all’auditorium, all’interno due signore hanno osato esprimere il proprio dissenso e immediatamente sono state allontanate e identificate dalle forze dell’ordine.

La voce della lista "aborto no grazie" è stata ancora una volta coperta da chi rivendica la libertà di scelta sul proprio corpo, contro ogni proibizionismo e disinformazione.

Al termine del comizio, mentre gli attivisti tentavano di intercettare Ferrara nella sua uscita frettolosa dal retro del Rosetum, degli agenti del servizio d’ordine dell’organizzazione del comizio hanno fermato un ragazzo e lo hanno trascinato dentro al cortile dell’auditorium per identificarlo.
Un vero e proprio sequestro di persona attuato da un servizio d’ordine privato.